
Rovellandoti sulla bella riuscita dei dolci di Artemisia e del suo bel blog, ti verrà lo zizzo di una torta al cioccolato priva di acrobazie: che già quando vedi scrivere di sicura riuscita ti tremano i polsi e le vene.
Ti rifugerai allora nella più semplice delle preparazioni, che non è mai banale, alla tranquillizzante ricerca di un dolcetto che ti faccia felice nelle buie colazioni antelucane di un inverno ancora lungo da terminare.
Vieni alle ova dunque, quattro e ben fresche, e separale dall’albume. Sbattile assai vigorosamente con lo zucchero di canna grezzo, aggiungendolo a poco a poco fino ad ottenere una bella spuma. Arricchisci con una mattonella di buon burro di sola…
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![IGT Emilia Cabernet Merlot “Gelsomoro” – Villa di Corlo 2004 [6.4]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/gelosmoro_villacorlo.thumbnail.jpg)
Va apprezzato l’esperimento: guyot ad alto inceppamento per Cabernet Sauvignon e Merlot in terre schiettamente lambrusche. Subito poi vedrai che si tratta di un vino moderno: taglio bordolese classico a 85/15, con tecniche di cantina e un prevedibile – e ruffianeggiante – passaggio nel legno. Allevamento biologico.
Ma vediamolo rubino cupo, con un riflesso appena granato, affatto consistente segna merletti ad alta frequenza, irregolari ed alquanto bislacchi, con grasse lagrime piatte.
Naso vasto in cui il fiore di mimosa prevale sui frutti rossi (mora) con un forte eco di peperone rosso. Alla fine sconfina la liquirizia.
La bocca attacca decisa con tannini…
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![Osteria Vecchia Torre, Savignano s/Panaro MO [6.2]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/vecchiatorre_savignano.thumbnail.jpg)
Basterà la voglia di godere dei dolci profili delle colline di Modena per inarcarsi lungo la Pedemontana, magari fermarsi a slumare lo stupefacente Castello di Vignola: e qualcuna delle viuzze del centro. Oppure risalire verso la montagna per godere dei paesaggi senza tempo attorno a Guiglia, o più su a Zocca. Che, incredibile, ha anche altri motivi di esistere che non siano i natali del Blasco.
Lungo i tornanti, tra un proiettile a due ruote e l’altro – anche se a due ruote su queste fiatose salite vanno anche e con ben altro incedere i cicloamatori – ti imbatterai nella Vecchia Torre, inciampando magari nel grande e comodo parcheggio che di questi tempi guasta mai….
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![DOC Lambrusco Grasparossa di Castelvetro “Monovitigno” – Fattoria Moretto s.a. [6.6]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/lambrusco_grasparossa_moretto.thumbnail.jpg)
La piccola Azienda di Castelvetro produce questo “cru” con grande cura, privilegiando i profumi sull’estratto. La prova è bella anche perchè alla fine il prodotto è generoso anche dal punta di vista alcoolico (12°) rimanendo ben dentro gli ambiti del tipo.
Tradizionalemente senza millesimo, questo Grasparossa si presenta rubino intenso, pulito e perfettamente trasparente. La presa di spuma è immediata, vivace e non troppo indulgente. Materia moderata come t’aspetti, senza esagerazioni di pigmento che nuocerebbero.
Il naso è spumeggiante, con il tono della fragola potente e gioioso: solo al seguito un breve tono di viola e appena un’anticchia…
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Con tutto il parossismo anticolesterolemico e l’effettiva immanenza del pessimo enzima, sono solo due o tre le occasioni in un anno in cui puoi sedare l’irrefrenabile lussuria di affettare un cotechino di quelli giusti. Per una volta potresti anche concederti una sacrilega evasione, destrutturando il cotechino e riducendolo a umile ripieno (ma di gran costume). Ma attenzione: senza fretta, che questa avventura richiede la programmazione.
Il giorno prima metti a mollo le lenticchie di Ponza: hanno scorza caparbia ma sapore intensissimo. Stessa sorte per il vero cotechino nostrano, che dovrà prendere acqua per almeno 12 ore. Affianco al cotechino immergi anche un…
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