Strada Facendo, Modena [6.6]

 

stradafacendo_mo.jpgCàpita nel lungo peregrinare di viandante goloso di incappare in quei fenomeni che ti mettono in imbarazzo: perchè spostano le lancette del tuo sistema di riferimento. Che i parametri che usi normalmente per farti un’idea di una Tavola vadano a Patrasso, e ti trovi lacerato da sensazioni divergenti. A volte opposte.
Questo è esattamente quello di cui mi trovo a parlare – per una volta tanto con la prima persona singolare – se l’argomento è questo Locale sdraiato nella prima periferia di Modena, vista sulla Stazione di Servizio, ingrsso aggettante sulla via Emilia tratta Ovest.
Dunque questo raccolto locale è gestito da una coppia di collaudata storia gastronomica: Emilio Barbieri in cucina, da decenni titolare di esercizi di varia golosità, e Rita in sala, sommellier e patronne. L’ambiente è accogliente, caldo, con tutto ciò che serve a predisporre al meglio. Il menù è ricco e variato, golosissimo, con due anime ben distinte tra Acqua e Terra: due convenienti menù degustazione dedicati propongono un percorso studiato e completo (a 50 e 60euri rispettivamente).
Le composizioni hanno un piede solidamente piantato nella tradizione e nel territorio l’altro spinto nella creazione. Le materie sono di ricerca e di primissima qualità. I piatti sono ben presentati e con ispirata tavolozza di colori. Le cotture sono attente e misurate. Il servizio è di livello (a parte un certo rallentarsi al culmine della serata, con tutti i tavoli occupati). La carta dei vini è di gran lunga al di sopra della media di queste bande. I titolari sono di eccezionale – eccezionale! – cortesia e disponibilità. C’è davvero tutto per scrivere di una esperienza completamente positiva. Eppure…
Eppure amor di verità vuole che pur di fronte a tante apprezzabili qualità, passione, e affatto graditi sorrisi, qualcosa da appulcrare ci sia, e sopra tutto dove importa di più, e cioè nei piatti.
Sul tavolo troverai infatti il burro salato e aromatizzato da accompagnare ai varii panetti. Dalla cucina arriva poi un amouse bouche di bell’aspetto che anticipa un po’ tutta la linea espressiva di questa Tavola: zuppa di ceci ed erbette con crostini allo zafferano e pancetta croccante. Buona, anche se un po’ “carica“.
Il Menù prevede per iniziare un piatto interessante: Petto e coscia di quaglia dorata su polentina di rosmarino funghi e castagne glassate. La panatura funziona, i funghi sono saporitissimi, addirittura sapidi, e la polenta morbida, probabilmente il piatto più riuscito. Potrai avere anche Terrina di foie gras e tartufo nero con pan brioche, composta di fichi e ristretto di lambrusco oppure un Soufflè di parmigiano Vacche Rosse con crema di sedano rapa, tartufo nero e mele campanine. Sul fronte d’acqua le Mazzancolle con tortino di porri, croccante di zenzero, seppia e crema di crostacei.
Tra i primi trionfi di modenesità nei Tortelli di zucca con grani di salsiccia, o nel Carnaroli al balsamico; più lanciati i Ravioli di piccione con funghi e mirtilli. Scenografica la Crema di lenticchie con pescatrice e pasta kataifi, mentre il nostro Menù prevede i Passatelli asciutti con battuto di Bianca Modenese tartufo e carciofi. Bella l’idea e bella la costruzione, mentre una crema legante rende il piatto davvero opulento, con il risultato di offuscare il nitore dei sapori e la brillantezza degli aromi che risultano un po’ sovrapposti.

stradafacendo_mo-5.JPG stradafacendo_mo-6.JPG stradafacendo_mo-7.JPG
stradafacendo_mo-10.JPG stradafacendo_mo-11.JPG stradafacendo_mo-13.JPG
stradafacendo_mo-16.JPG stradafacendo_mo-18.JPG stradafacendo_mo-20.JPG

Questa caratteristica è accentuata nella pietanza, la Suprema d’anatra al Marsala Vergine con ristretto di mosto e strudel di pere che ad onta di una cottura accuratissima al rosa risulta opaco nel complesso, con l’aggiunta di acini d’uva ad elidere il bel contrasto con le pere, ancora sgominatae dalle tagliatelle di pasta fritta che rendono il tutto saziante e non del tutto coerente. In alternativa potrai avere il Maiaino da latte avvolto nella verza e nel lardo su crema erborinata e pinoli tostati e purè di mela verde o il Carrè d’agnello con patate e tortino di carciofi con salsa al cru xocopili (Valhrona). Non manca un inno al fegato grasso, con la Scaloppa di fegato d’oca con composta di cipolla di Tropea e gocce d’aceto Balsamico 25 anni. Nell’acqua la composizione di Gamberoni, rombo in salsa di lemongras, capasanta al lardo e crema di ceci con scorzette d’arancia oppure l’Astice in bellavista. Gran finale per il Baccalà con pomodori piccanti, olive capperi di salina e croticino profumato.
Uno strepitoso carrello di formaggi con decine di referenze rare e preziose ingolosisce: per il menù invece è prevista una selezione meno seducente con un vaccino di Bianca Modenese accompagnato da una composta di zucca, un curiosa provola con cuore di burrata e marmellata di pere, una ricotta salata calabra affumicata con confettura di cipolla di Tropea.
Non manca il pre dessert, un bicchierino di spuma di meringa con confettura di ciliegia. Per chiudere il dolce, molto bello, che è una Torta di vaniglia e cioccolato con frutta secca tostata, marroni glassati e gelato al mandarino, il cui ricordo è di generale nebulosità
Sui titoli di coda una fine di gran classe: lo stupefacente caffè del Laboratorio di Torrefazione Giamaica di Verona, servito in amabili tazzine con il coperchio e l’ottima pasticceria minuta.
La cantina è notevolissima. Tanto piemonte di annate importanti, tanta Toscana, l’Italia tutta rappresentata e non solo con i “soliti noti”. Ricarichi sensibili.
Dunque, l’imbarazzo nell’esprimere un giudizio complessivamente controverso, oscillante tra una risicata sufficienza e una chiara distinzione: da un lato una Casa di non comune piacevolezza, dall’altra una cucina che non convince appieno, non ostante la clientela entusiasta. Fossero qui, gli amabili conduttori come simpaticamente si intrattengono a fine pasto con gli ospiti, vorrei loro ricordare l’imperatore d’Austria che al giovane Amadeus, nella finzione del film di Milos Forman, al termine di una funambolica esecuzione dice senza troppe cerimonie, Troppe note, caro Mozart. Ecco, ho trovato in tutti i piatti un ingrediente di troppo che porta una tocco finale di eccessiva grossezza in porzioni fin troppo generose, a fronte di un pur consolidata tecnica ed un gusto spesso sofisticato negli accostamenti. In sintesi: meno, meglio.
Il conto poi non è popolare: alla carta oltre i 60 per la carne, un dieci abbondante in più per pinne & squame.
Commendevole la pulizia dell’addizione emendata di coperto e servizio.

stradafacendo_mo-17.JPG stradafacendo_mo-19.JPG stradafacendo_mo-22.JPG stradafacendo_mo-23.JPG

Vedi Anche Se Ti Piace

share retweet
 

14 commenti

  1. bette scrive:

    Vorrei proprio sapere come si fa a mangiare quella fetta di agrume. Intendo dal punto di vista ergonomico.

  2. un'altra bette scrive:

    C’era uno che diceva: meglio meno, ma meglio.

  3. la prima bette scrive:

    Amuse gueule, invero.

  4. rita scrive:

    buongiorno, sono la sommelier del ristotante strada facendo. mi dispiace se non si è trovato bene e in sintonia con i nostri piatti. la cucina può essere soggettiva e dipende dal background che uno ha.
    però ci ha fatto riflettere la sua cririca e forse delle cose da rivedere ci sono veramente.quando le critiche non sono fini a stesse ma costruttive ben vengano. grazie ancora Rita

    • giancarlo maffi scrive:

      io non sono caffarri e quindi mi posso permettere anche di non essere troppo gentile: ” dipende dal background che uno ha… ” bella sarebbe come barzelletta se non avesse un filo di acidita’, certo proveniente dall’ultimo vino assaggiato .
      la prossima volta che vado a modena sacrifico bottura per questo posto. glielo do io il background :-)

      • rita scrive:

        gentile signor Maffi, sono sempre la sommelier del ristorante in questione.
        dopo 35 anni di questo lavoro e dico 35, credo di averne averne viste e sentite di ogni. xiò ho detto background. per quanto riguarda l’acidità è sempre da considerarsi il mio background.
        però la prego non sacrifichi bottura per noi non ne vale la pena
        con stima rita :0))

  5. Buonasera Rita.
    per la verità non posso dire di “non essermi trovato bene”: ed ho cercato di dirlo forte. si sta bene nel suo ristorante, anche molto, e ho scritto e riscritto questo racconto più volte perchè ero letteralmente lacerato tra la stima e la considerazione per chi fa cucina di tale impegno in una piazza così ostica come modena, e l’urgenza di dare un contributo critico e di verità – pur soggettiva che sia.
    i rilievi sono fatti proprio per il motivo che dice lei: per migliorare. nessuno meglio di me le può dire che le critiche servono, ma sono una grossissima rottura di scatole… ;-)
    per quello mi sono permesso di spostare qui il Suo commento, gentile e cordiale quanto mai ti aspetteresti.
    nel parlare di cucina cerco di uscire dal “mi piace/non mi piace” per riportare tutto su un piano più generale e confrontabile, e tenga conto che il background va dai banchetti di falafel di Amman al dentice virtuale di Bottura.
    e, se lo lasci dire, un intervento come il Suo su questo umile blocnotis digitale, così lontano dalle normali reazioni collerico-indispettite che spesso leggiamo, fa venire una gran voglia di tornare, perchè il mondo è dinamico e non è mai uguale a se stesso.
    a presto.

  6. Barbara scrive:

    Caro chef, sono rimasta incantata dalla pasta kataify che Lei ha usato.
    L’ho cercata x mari e x monti ma nulla…..mi sa dire dove la posso acquistare? Vorrei preparare dei gamberi per la mia cenetta di S.Valentino
    Grazie per l’aiuto e buona giornata
    Barbara di Modena

    • chef di strada facendo scrive:

      forse ho letto in ritardo la sua richiesta x la pasta kataify.
      se non l’ha ancora reperita può provare nei negozi di alta gastronomia oppure in quelli etnici o nei reparti etnici altrimenti mi telefoni che gli la trovo io grazie emilio

  7. Dan scrive:

    Facendo facendo, ne ha fatta di strada…

    25 novembre 2007: una critica sensata e motivata viene accolta con garbo e spirito costruttivo.
    24 novembre 2010: una stella della Guida Michelin premia probabilmente proprio questa capacità di affinare ed evolvere.

    Complimenti.

    • rita scrive:

      lei mi ha commosso!!!
      questa frase è stata dedicata al n.s ristorante da EDMONDO BERSELLI
      ( illuminato giornalista / scrittore recentemente scomparso,un nostro grande sostenitore e amico) nel libro ‘VENERATI MAESTRI’ con la stessa dicitura che LEI ha usato : ne ha fatta di strada…
      grazie rita

      • Dan scrive:

        Sarà per me presto un piacere venire a trovarvi e a provarvi, e nell’occasione trovare l’istante per un discreto brindisi con lei. Ad maiora.

  8. Sì, e se mentre sbicchierate vi ricordaste anche del povero scriba…

    • Dan scrive:

      Oltralpe direbbero che questo va senza dirlo. Ora son due i posti che mi attendono in quel di Modena, e in entrambi sarebbe onorata gioia l’accompagnamento dello Scriba.

commenta

*

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.