DOC Carso Terrano – Kante 2002 [5.8]

 

Già l’avevo battuta la testa sul Terrano, quello commentatissimo di Zidarich, e paludato d’ignoranza ne trassi contenutissima impressione. Ora ritorno da questo amato e stimato produttore, degno di più di una commenda, e ritrovo tutto ciò che non mi piace. Premesso ciò, di certo è vino sincero, schietto, dalle caratteristiche oramai inconfondibili. Per certi versi, estreme.
Impervio alla luce, porpora sull’unghia e cuore nero, ha struttura molto fluida e scorrevole, con lacrime assai dinamiche.
Profumo non del tutto composti, anzi con qualche gomito: è accennata la viola, e sul fronte del frutto hai mirtilli. Segnate le erbe verdi tra cui salvia e mentuccia. In chiusura anche la liquirizia e un tono più terroso, proprio di terra nera appena mossa.
In bocca fiorisce d’acidità spavalda, mitigata solo in parte da un debole contenuto alcoolico. Ha un bel genere di pulizia di retrogusto, con un arrampicarsi sul finale piuttosto ruvido.
Particolare, tipico, ma non del tutto accogliente. Più che altro sorprende questa vividezza ancora scalciante per un millesimo non recentisssimo.

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