Bordin, Settimo Veronese VR [6.1]
Parcheggiare in riva all’Adige, voltare le spalle al borghetto di fiume, e trovare questa Casa, luogo eponimo della cucina veronese tradizionale. Tutt’uno: perchè la famiglia Bordin fa ristorazione di stretta osservanza da anni millanta (che tutta la notte canta), prima nell’altro caposaldo della cucina di genere sponda Ciccarelli, e poi per lunghi lustri alla Casa de l’Ebreo, poco discosto di qui.
Ora, sull’Adige, la pace di una clientela che sa cosa vuole, cerca quello che vuole, e qui lo trova. Serenamente, anche sottovoce, ma con attenzione e calorifero tepore: che non guasta.
Dunque potrai aprire la galoppata con gli affettati: ma lascia spazio per le classicissime tagliatelle ai tre sughi, che diventano quattro se inciampi in una bella fornitura di finferli. Cotte al dente, magari non le più ruvide al mondo ma di certo ben compatte ed elastiche. Sughi filologici, tra cui eccellono i fegatini: rosa, morbidi, saporiti, delicati. Perfetti, e basta.
Carrellone dei bolliti con referenze di pregio, tra cui lingua, galline nobili, manzo, cotechini di buona fattura. Celebrate le mostarde di frutta, buone e belle e ben presentate e l’irrinunciabile pearà.
Al capitolo dolci avrai anche una bavarese alle ciliege, oltre alla proposta classica di torte e cucchiai.
Alcune etichette locali per sopravvivere all’impegno, un servizio lesto e quasi invisibile, una ambiente di comodo e rilassatezza. Il conto è umano.

