Chateau Musar – 1985 [8.7]

 

Chateau Musar – 1985 [8.7]

L’avvicinarsi ad un grande vecchio include una serie di emozioni: la reverenza, il timore, la curiosità. Reverenza per un prodotto che attende da 21 anni di essere fruito. Timore perché il vino è vivo, e qualche sorpresa dalle nostre brutte cantine in cemento armato l’abbiamo già avuta. Curiosità perché questo vino viene dal Libano, da una storia epica, quella della famiglia Hochar, e dalla Valle della Bekaa, che altro ricorda ma non certo piane ubertose.
Dunque già attenti al tappo, perché il sughero non è più quello elastico di una volta, ma spugnoso, quasi sabbioso: ma il sentore che promana è, incredibilmente, vinoso.
Il colore è virato all’arancio, con gli evidenti…


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DOC Isonzo del Friuli Pinot Bianco – Drius 2003 [9.0]

 

DOC Isonzo del Friuli Pinot Bianco – Drius 2003 [9.0]

Pinot bianco, sponda Isonzo: che non è Collio per un tiro di sasso.
Paglierino medio, riflessi grigi di ghiaccio vecchio, struttura presente e setosa, lacrime fini e placide.
Odoroso di frutta, tra cui abbiamo ananasso, pesca e banana. La chiusura è in crescendo con una uscita d’erba e roccia.
La bocca è setosa e seducente, quasi untuosa: fitto e cospicuo con una buona dose d’eleganza, ha un durante molto consistente co nun termine in impennata, intenso e persistente, zucchero svolto e alcool ben dosato.
Resta ammaliante, alungo e con piacere vero.

Una delle migliori espressioni in assoluto del Pinot Bianco, ha quattro invisibili anni e potrebbe vivere ancora….


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Dove ci si sporca le mani

 

Dove ci si sporca le mani

Tanto per sporcarsi un po’ le mani, e consumare un’ora di domenica pomeriggio inoltrato.

Quenelles di baccalà all’erba cipollina con peperoni canditi, crosta di pane ai cinque cereali e sedano.

Baccalà con stufato di porro e peperone, riso Basmati al vapore e brandade di olive nere.


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Bordin, Settimo Veronese VR [6.1]

 

Bordin, Settimo Veronese VR [6.1]

Parcheggiare in riva all’Adige, voltare le spalle al borghetto di fiume, e trovare questa Casa, luogo eponimo della cucina veronese tradizionale. Tutt’uno: perchè la famiglia Bordin fa ristorazione di stretta osservanza da anni millanta (che tutta la notte canta), prima nell’altro caposaldo della cucina di genere sponda Ciccarelli, e poi per lunghi lustri alla Casa de l’Ebreo, poco discosto di qui.
Ora, sull’Adige, la pace di una clientela che sa cosa vuole, cerca quello che vuole, e qui lo trova. Serenamente, anche sottovoce, ma con attenzione e calorifero tepore: che non guasta.
Dunque potrai aprire la galoppata con gli affettati: ma lascia …


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DOC Moscato d’Asti “Saracco” – Saracco 2006 [8.0]

 

DOC Moscato d’Asti “Saracco” – Saracco 2006 [8.0]

Oh, si può essere indulgenti con il moscato d’Asti. Buonissimo, generoso e sottovalutato. Prendi questo Saracco: giallo chiaro, un verde appena accennato in controluce, spumetta evanescente e una effervescenza sottile, vaporosa: ma persistente, finissima. Senza struttura, come dev’essere un quasi-vino da 5° ha nel naso, e parrebbe banale ma è solo sincerità, un rigoroso moscato, lineare e nitido, con un’uscita di pera decana matura.
La bocca è dolce molto, con un retrolfatto d’agrumi, in buona evidenza sopra tutto il cedro.
Zuccherino, non mieloso, è compagno perfetto di torte secche e bavaresi classiche.  Rimane tanto.

Amalo, è buono….


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