Cucinare

 

Leggo il Maestro, e considero.
Normalmente l'uomo prapara solo piatti rinascimentali: una volta ogni due o tre mesi, e lascia la cucina in uno tsunami di stoviglie padelle posate sughi eccetera. Ed ecco che nasce un nuovo mito, l' Uomo Che Cucina. E normalmente la donna cucina per nutrire, e quindi un stormir di cotolette e di pastine dentro i brodini. E normalmente, accendi la TV e c'è qualcuno che sfrigola pietanze dai nomi lunghissimi in cucine industriali da duecentomila euri, con sedici aiutanti giapponesi "per le cotture", sai. Ecco, è un po' tutto quello di cui avrei pieno le tasche. Cucinare è un atto d'amore. Quindi o lo fai bene, o diventa una sofferenza: una volta al giorno, una volta al mese, per te o per trentatrè: non cambia. Quindi che sia preparare una frittata, una insalata o un caribù con dentro un cinghiale con dentro un germano con dentro un'allodola l'approccio è il medesimo. Ama ciò che mangi.
Oppure non mangiare, che ai non-vivi non serve.

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