Rostaria del Castello, Arceto di Scandiano RE [6.0]
Accolti con solerzia nelle stalle del medieval castello di Arceto, con volte a botte e mattoni e pietra e vetrate, avrete ambiente curato, arredi eleganti senza sovrabbondanza, buon gusto. Non manca nulla ma proprio nulla nelle mise en place: cristalli, posate, tovagliati, financo le stoviglie sono quelle di chi attende anche ai dettagli, incluso un aperitivo graziosamente offerto che predispone. Il menù è bello e grande, con un’offerta piuttosto variegata: dal tradizionale gnocco fritto con salume al ricercato fegato d’oca. Come appetizer dalla cucina la vellutata di asparagi con uovo sodo e aceto balsamico, che però non ha l’armonicità stra i suoi punti di forza. Tra i primi oltre alla tradizione, tortelli ben eseguiti, cappelletti giusti, avrete anche piatti più estrosi. Per l’occasione uno splendido fuori carta senza voli pindarici ma particolarmente riuscito, una tagliatella ai funghi porcini squisita per cottura e levità della pasta all’uovo e nitore del sapore dei funghi, e i garganelli al pettine con pasta di salame e patate, sapidi e gustosi seppur non di travolgente originalità.
Ben spaziati anche i secondi, con omaggi al maiale – in questo territorio una tappa è d’obbligo – e ad animali di bassa corte, tra cui il coniglio: eccezionale l’esecuzione della pietanza, velleitario l’accompagnamento di mele che paiono alquanto slegate nel compendio generale. Stessa impronta per il guanciale al balsamico, eccellente nella preparazione, sbilenco nella composizione con le verdure che paiono capitate lì per caso.
Anche la carta dei dolci presenta referenze interessanti. Con il caffè, assolutamente eccellente, servita una graziosa – ottima – piccola pasticceria.
Grande buona volontà con qualche dilazione nel servizio soprattutto nel momento di massimo impegno: in sostanza un locale gradevole, un posto accogliente, una cucina che a tratti convince ma può anche lasciare perplessi.
La cantina è orientata ad etichette solide ed affidabili, con buon impegno e ricarichi plausibili.
Il conto è d’impegno – 60€ alla carta, 45 la degustazione: una paio di monete di meno ci avrebbe lasciato più felici.

