Antica Locanda del Gallo, Gaggiano MI [6.8]

Da Milano a prendere una boccata d’aria si viene qui, magari nel bel dehors sotto le fresche frasche, nella sperdutissima campagna a due passi da casa, lomellina incipit, magari risaie e zanzare da due etti.
Bellissima l’ambientazione della Locanda del Gallo, insegne di ferro incluse, di tradizione lunga e gloriosa. Qui si viene ormai d’avviso, per il pollo al mattone.
Il locale è davvero bello, e – purtroppo dirà qualcuno – molto cool. La Milano da bere arriva anche qui, con cortei di grossi veicoli automobili tedeschi. Ma allo scriba importa la cortese sollecitudine con cui non ostante l’ora tarda sarà accompagnato al tavolo solingo, seppur tanto, tanto propinquo al vicino. Superlativa la cantina, tra le migliori avvistate per profondità ed ampiezza, e per ricchezza di formati: una spettacolare pagina intera di doppi magnum, di referenze credute estinte o mai esistite, a prezzi importanti ma ancora umani.
E il resto, senza aggravii che ne riducano di una amen il valore e l’appassionata ricerca. E infine, se vorrai un calice, ti sarà presentata una bella scelta di bottiglie alla mescita con ventaglio dal Curtefranca di facile beva all’impegnativo Amarone.
Avrai dunque il tempo di consultare la carta delle pietanze, d’impronta locandiera ormai solo nella antica genesi: tra gli antipasti scelte di formaggi di ricercato affinamento e salumi preziosi, con omaggi al Joselito. Assaggerai uno sformatino di melanzane e di pomodori, oppure affonderai nei primi d’osservanza. Ma qui, si diceva, si viene per il Pollo alla Diavola (min. 25 min) e quello avrai: mezzo volatile sacrificato tra due quadrelli: cotto a puntino, croccante, fragrante nella sua pelle. E come ognun sa, solo la pelle arrostita di un pollo ne rappresenta l’indubitabile certificato di qualità. E qui la materia prima è a livelli stellari, anche se la preparazione non è un’avanguardia né un esempio di ricerca culinaria e in qualche cantuccio s’affaccia la routine.
Assaggerai la desserteria la prossima volta. Una cena vera l’avrai per 40/50€, a seconda degli appetiti.



25 commenti

  1. ste scrive:

    POsti all’aperto di fianco alla sp. Antipasti mediocri, supermarket. Secondi tristi. Cotoletta e Pollo alla Diavola disidratati talmente erano secchi. Vino servito a temperatura ambiente (30°). Finta dimenticanza di emettere ricevuta.
    4 antipasti, 4 secondi, 2 insalate, 2 patatine, 2 acque, 1 vino non pregiato, 3 caffè = 144 euri. Ma chi consiglia Slow Food?

  2. Anche io ho trovato l’agiografia di questo locale un po’ sopra le righe: tra i tavoli in fondo ci si guarda nei piatti. Ma la sosta resta piacevole, fosse solo per quella carta enciclopedica. Forse ho avuto più fortuna.

  3. eugenia scrive:

    sono stata all’Osteria del Gallo un paio di volte e devo dire, in tutta onestà, che il menu mi è sembrato un nulla di che. Specialmente quel tanto celebrato pollo.Ho trovato ottimo il cotechino, servito come antipasto, e ben fornita la cantina. Leggendo la lista dei ristoranti della mia zona, sud milanese, vedo che compaiono sempre le stesse insegne. Non si potrebbe fare uno sforzo e ricercare anche qualche altra realtà meno inflazionata? Sei mai stato all’Osteria l’è mai Istess, a Fagnano di Gaggiano? Io non sono una recensionista di professione, ma amo mangiare bene e ho un discreto palato. So riconoscere i cibi cucinati con ingredienti genuini e grassi di condimento di qualità. L’Osteria di cui ti parlo, semplice e schietta, è uno di quei posti che non ti fa rimpiangere di esserci stato.

  4. Eugenia fa due osservazioni, una relativa a questa Casa, una più generale.
    Per quanto riguarda il Gallo, come vedi il resoconto è piuttosto pacato nei toni, e ne celebro soprattutto la strepitosa – quella sì – bottiglieria.
    Per quanto riguarda invece la questione delle “scoperte” ti confesso che sarebbe uno dei sogni: ma nel nostro mondo iperinformato è cosa rara: se un locale non è mai stato segnalato la più probabile delle ipotesi è che non meritasse di essere segnalato. Questa almeno è la mia più frequente esperienza.
    In merito al “milano Sud”, nemmeno io sono un “recensore professionista” e non sono nemmeno del posto, e quindi mi attengo ai boatos: occasionalmente vado a caso, ma cerco di non sprecare cartucce visitanto le Tavole che qualcuno mi consiglia. Del resto proprio in quella zona ci sono almeno 3/4 locali non particolarmente conclamati: una segnalazione come la tua è particolamente gradita.
    Che poi alla fine si abbiano giudizi convergenti, beh, questo è tutt’altro paio di maniche.
    Ti ringrazio per la partecipazione.

  5. Mauro scrive:

    Tutto buonissimo il cotechino ottimo e non salato,i ravioli non pesanti,il pollo alla diavola fantastico,la torta di pera buona e non glassosa,una cantina fantastica con prezzi onestissimi e le verdure in pinzinonio stupefacenti.Ci tornero’ altre volte un ottimo posto tranquillo fuori dal caos di Milano

  6. Bella questa alternanza di commenti.

  7. zack scrive:

    ci siamo stati ieri sera e certo non posso dire che abbiamo mangiato male, però…
    per 105 euro in due (e non abbiamo preso il dolce) ho il diritto di attendermi mooolto di più… la cotoletta a 22 euro, il pollo a 14, buoni ma non strepitosi. per spendere questa cifra ci sono degli ottimi ristoranti a milano senza andare a perdersi nella campagna. anche l’ambiente è troppo sofisticato, sostenuto, molto poco, per nulla, da trattoria di campagna. ciao e complimenti per il sito!

  8. 22 europei per una cotoletta sono un bel pagare: dev’essere bella, e ottima, e non di meno.
    ma al “Gallo” si paga anche una cantina strepitosa, un certo successo ed un parcheggio pieno di SUV, che di per sè non sarebbe nemmeno un male.

    *ride*

  9. Francesca scrive:

    concordo con ste, eugenia ed enrico:
    la cucina non è strepitosa e il conto è troppo salato (anche la mia milanese lo era, per la verità). I ravioli non mi sono piaciuti – ottima la pasta, insipido il ripieno – gli involtini di melanzane e le lasagnette di asparigi erano pasticcetti di formaggio che riesco a fare anch’io. per fortuna non ho provato gli strepiti della cantina – se no chissà cosa spendevo – ma l’umile gavi che ho bevuto non era certo tra i 10 migliori della mia vita – non era nemmeno il migliore della settimana!

  10. non so se non provare la cantina sia una fortuna: ci sono davvero delle cose rare & preziose. poi di certo un doppio magnum di Picchio della Salsicciaia dell’83 non è alla portata di tutti i portafogli: non certo del mio.
    ma averlo lì bello e disponibile, assieme a tante altre cose anche più abbordabili e con cartellini mediamente umani non è cosa di tutti i giorni.

  11. Danilo scrive:

    Sono di Gaggiano.
    Il Gallo, tra tutti i ristoranti della mia zona (e ce ne sono parecchi di alto valore) secondo me è il peggiore. Ormai fa pagare il nome, locanda da milanesotti con i quattrini e niente più
    Se volete mangiare bene senza spendere un occhio, provate il ristorante Re Artù soprattutto in questo periodo che ha aperto il fantastico giardino interno.

  12. stefano provini scrive:

    Ci torno ogni tanto…e nulla e’ uguale alla Vecchia ed originale Ostria del Gallo ….. che si chiamava Gerli anche ……tutto molto piatto….. a parte il conto …

  13. Tommaso Farina scrive:

    Tornato oggi. L’osteria del gallo si conferma approdo sicuro da queste parti, con una cucina e un conto di rara onestà. Particolarmente riuscita la cotoletta alla milanese.
    Alcuni dei commenti che leggo sembrano (dico: sembrano) pilotati da qualche concorrente invidioso del meritato successo di questo ristorante.

  14. [...] (poi approdata a uno dei suoi libri), si esprime in modo sostanzialmente analogo. E come lui fa Stefano Caffarri, oltre a numerose guide, che si suppongono redatte da gente che sa fare il proprio lavoro. E io? Io [...]

  15. chrysia scrive:

    Fnalmente: il nostro Caffarri ha trovato la sua giusta collocazione tra Paolo Marchi e Edoardo Raspelli.
    Tommaso Farina è stato – come di consueto – attento e ha colto il valore di una penna come quella del nostro!
    Me ne compiaccio!!!

  16. #13. Eh, “honny soit…” tanto che volevo tornarci. diciamo: ci tornerò, tanto per non smentire la faccenda del “prima provare poi parlare”.

    #15. uè! già devo pagare mille cene a Tom: per Lei caffè e cornetto fisso per una settimana.

  17. update: stasera non avevo nulla da fare e mi sono sperduto tra le risaie. in effetti *Gerli* c’è, ma da tutt’altra parte: a Tainate. Lo si proverà.
    #12. Però, diamine, non diamo informazioni bislacche. che qui siam golosi serii.

  18. Tommaso Farina scrive:

    Guarda, raccontami di questa Trattoria Gerli, chè sono interessato, ho visto il cartello.

  19. Ci andrò al più presto. Organizziamo un reportage a quattro mani?

  20. Tommaso Farina scrive:

    Haha, temo di non farcela. Per me è un gran casino. Ti delego tutto.

  21. Farò il mio dovere, farò il sacrifizio.

    *sorride*

  22. Stefano Blasetti scrive:

    Farina sostiene che l’osteria del gallo si conferma approdo sicuro con una cucina e un conto di rara onestà.
    Caffarri annota le peculiarità della cantina, non resta che prenotare.

  23. Babette83 scrive:

    Eh, ormai questa recensione è un po’ passata in giudicato, ma ho scoperto da poco il blog e mi piacerebbe lasciare un commentino per tutti i posti dove sono stata anche io!
    Ho cenato all’Osteria del Gallo domenica sera. L’ambiente è davvero piacevolissimo, sono perplessa dai commenti che lo considerano troppo milanese, immagino nel senso di troppo curato! C’è da dire che io appena entro in quelle trattorie veraci immutate dal ‘75 sono spesso assalita da grande tristezza, quindi probabilmente non faccio testo.
    Io non mangio carne, quindi è molto probabile che abbia perso il meglio del menu, ma ciò che ho mangiato era appena un gradino sopra il mediocre: un baccalà mantecato con cipolla caramellata ordinario – e troppo dolce, davvero – e degli gnocchetti spinaci e patate al gorgonzola abbastanza buoni, compatti, ben cotti, però anche anodini. Molto buono invece il dolce, 5 minuscoli cannoncini alla crema, riempiti al momento, davvero splendidi.

  24. Luciano The Magician scrive:

    Vado spesso all’ osteria del gallo, ma forse è tempo di parlare al passato. Segnalato un disappunto l ‘Ostessa ha fatto finto di nulla e non ha prestato attenzione. Ero con ospiti e ci tenevo che tutto fosse perfetto.

    A volte tutto si vanifica per un arroganza al tavolo dal servizio ceh in genere se our non di ottimo livello è più che accettabile e gradevole.

    Ma per quei soldi è legittimo aspettarsi di più. Cantina più di quanto non si trovi in giro. Le alternative in zona ? Forse solo da Orlando a Cusago, perchè anche l’ Osteria degli Angeli di Gaggiano segna il passo.l

    Ma domani voglio provare l’ e maistess.

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