Della genealogia di questo superbo prodotto della terra che le mie suole calcano ogni giorno (o quasi) parlai altrove, e m’esimo.
Viceversa, palpitante d’entusiasmo, diròvvi della declinazione 2006 del Migliolungo che, e non certo grazie alle prove letterarie dello scriba, sta assurgendo a Premiatissimo tra i Lambruschi, e parrebbe, non solo.
Quindi tappo con schiocco secco, schiocco da schioppo. Il colore è rubino, con sfondi carminio. Il riflesso è porpora, la presa di spuma rosata, vivace e giustamente evanescente.
Il naso è, come si dice dei migliori Lambrushi, vinoso: sottintende invece oltre a ciò le molte e spesso estinte selezioni clonali. Il frutto …
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Non ostante la giovinezza palesa una traccia ammattonata nel cuore purpureo. Piuttosto consistente, ha naso imperioso, tanto da suonare piuttosto *costruito*: il sentore è complessivamente articolato, con forti reminiscenze mirtillo, gonfio, evidente. poi la bocca è meno aggressiva, ma il corpo è leggermente astringente e disarmonico. Uscita mediamente carica. Meno che discreto….
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Più che una ricetta, un canovaccio. Perché il risotto è una poesia in rima baciata che ogni 10 kilometri si recita con accenti differenti e differenti declinazioni. Per gli indigeni ovviamente, la più azzeccata, salvo guardare con orrore i procedimenti proposti dallo straniero, che sicuramente garantiscono un risultato pessimo tra i peggiori. Da interpretare quindi come una Comedia dell'Arte, improvvisando su solide basi, ma secondo l'umore, l'amore, l'ardore e l'ardire.
Vorrai invece avere un approccio un po’ meno massimalista e un po’ più giacobino alla preparazione del riso, quando ti troverai …
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![IGT Vallagarina Syrah – Vallarom 2004 [6.0]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/e_syrah_vallarom.thumbnail.jpg)
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La bella borgognona t’offrirà un prodoto rilucente. Il rubino vira allo scarlatto, con riflessi viola splendente. Il corpo scivola sul vino, lasciando tracce lievi e non particolarmente viscose. Il naso è piuttosto tenace: ci trovi le frutta rosse e un sentore vagamente scomposto, orientato al muschioso ed umido. All’assaggio l’attacco è deciso ma un po’ disordinato e non particolarmente armonico, con note allappanti. Il finale è stranamente amarognolo (bottiglia sfortunata? peccato di gioventù? trasporto troppo recente?). L’uscita è vigorosa, ma quasi fuori luogo. Attendiamo conferme. |
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Nel mare di vite della piana di Rovereto avrai due certezze: remando piano tra i vigneti, ordinati, non morirai di fame nè di sete. C'è che imbarazzarsi per la scelta: trattorie, osterie, tavole d'ogni sorta e genere dove imbattersi in pranzi succulenti, curati spuntini, attente merende. Difficile essere men che satolli, men che soddisfatti in queste plaghe, piccolo sipario per i fasti atesini: solo qualche piega dell'autostrada più in su. Dunque dovrai girare qualche giro di volante per sostare nel solatìo parcheggio di questa bella, bellissima locanda in pietra e pietre, travoni a vista, luci tenue, calde tovaglie a quadri, con gli …
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