La Locanda di Piero – Montecchio Precalcino VI [s.v.]

 

Angolo sperduto di campagna per questa Casa di raffinata eleganze, sussurrata e composta. AMbienti ovattati di tappeti, un caminetto in fondo alla sala, vetrate attraverso cui ammirare la verde campagna nel silenzio assoluto: una accoglienza piena di charme, di cortesia, di buongusto sottolineato dalle cose in evidenza nel locale. I tavoli, distanti, sono apparecchiati con cura e senza affettazione, così come pare essere curata senza barocchismi la cucina. Una carta sontuosa sia per le preparazioni che per le materie scelte, un ragionevolissimo menù degustazione a 60€. Un'occasione di passaggio per 'tastare' la Tavola: dalla cucina un benvenuto fuori dall'ordinario, un bicchierino di crema di pane con ragù di testassala (salsiccia fresca) e fonduta di provolone, copiosa e lieve al tempo. Dall'imbarazzante scelta dei primi, avrai i tagliolini con l'oca e la salvia 'alla maniera veneta': perfetti per cottura e composizione, golosissimi. Per le pietanze, maialino brasato, grigliata di piccione, guanciale di vitello in salsa di amarone: ma anche pesci, tra cui tonno di Carloforte e pesce spada. Selezione interessantissima di formaggi tra cui: robiola delle langhe, ubriaco, grana, commendevolissimo erborinato di capra dalla Sardegna. Lista dei vini ragionata. Dolci, la prossima volta.

PS.: troppo poco un piatto, seppur buono per esprimere un giudizio sulla cucina, che pare però d'eccellenza: tanto da cosigliare serenamente.

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La Ratera, Milano [6.4]
Aoristò, Pistoia [7.2]
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