Al cospetto di Allegrini, puoi temere l’estasi, ecco. Dunque un blend cugino dell’Amarone, con Corvina eccetera, ottenuto con tecniche di ripasso e passitura: vedrai. Ha il rubino splendente e il cuore porpora, consistenza fluida ed abbondante viscosità. Al naso è seducente, complesso, vasto, con tabacco e cioccolato, frutta rossa, e pane ben cotto in evoluzione. All’assaggio avrai un’armonia polputa, con trama fitta e continua, morbida in un suo rigore esemplare. Persistente al palato e in retrolfatto, lasciandoti avvolto in temi di confettura. Appagante, nella sua affascinante severità….
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Finalmente, lo si beva, ci diciamo, accolti da un rassicurante tappo lungo e morbido, a tutto spessore, lussuria di questi tempi racchi. Apprezzabile l’impressionante impatto viola-viola, tanto concentrato da tingere irreparabilmente il bicchiere. Più discreto il racconto olfattivo: denso di spezie e di caffè, lascia trasparire frutti di ciliegia e di ribes, ma austero. All’assaggio ha consistenza burrosa, spessa, quasi masticabile: eppure l’attacco è di sapidità sparagnina, con il corpo più ampio ma non del tutto convincente.In uscita esala troppo presto il suo ultimo sospiro. Deludente….
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Sedersi a tante Tavole diverse, varcare la soglia di Case differenti per approccio, per merito e per metodo, conferisce la capacità di “avvertire” l’aria. Non è questione di sensi: che l’olfatto e la vista e il tatto e il gusto sono solo preparazione al palato, ma un più ampio spettro dell’esperienza. Ed allora varca con cuore sereno la soglia di questo bello e ben curato locale del centrissimo di Verona, che cuochi vestiti da cuochi s’aggirano, premurosi, e due banchi di strepitosa opulenza per formaggi e salumi, t’accolgono. E la cantina, uh, la cantina. Avrai allora, se vorrai, piatti a tua scelta, o con la consulenza…
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Sangiovese, un’unghia di Canaiolo. Ecco il classico Chianti Classico, senza fronzoli, da Radda. L’osservazione lo restituisce rosso scarlatto venoso, con un’ombra appena di terracotta, ma splendido di riflessi brillanti. Gli archetti sono definiti, ariosi, consistenti. Il naso è subito vasto, imperioso, anche se sfuggente: con tratti di cuoio e di tabacco, spezie in sottofondo e tabacco. Anche frutta in trasparenza, con l’amarena matura, e qualche eco erbaceo in chiusura. All’assaggio è rilevatissimo, grosso di frutto ancor vivido e carnoso, s’appoggia con compostezza ed esce lungo, con equilibrio e piacevolezza, seppur ben solido…
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Rosso scuro con un forte tono terroso ha tessuto materico sul vetro, con archetti muscolosi e sbilenchi. Ha note di castagne arrosto su un tappeto speziato, con tracce di grafite. Magari non pienamente armonico, ma di sorprendente complessità questo blend di Malvasia Nera e Negramaro.
In bocca ha consistenza quasi lattea e tannini reboanti, financo un filo astringenti. Sbilanciato sui toni medi, accusa una spiegabile vuotezza in quelli gravi. Ben più godibile del previsto, in fondo si tratta di un vino di batteria, e ben fatto….
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