DOC Vesuvio Lacryma Christi – Conte Ottavio Piccolomini d’Aragona 2003 [2.0]

 

Purtroppo un cadeaux: non è la prima volta che incontro questo petrolio imbottigliato e venduto al telefono con le più avanzate tecniche di tele-elettroshock. Aperto spande netto sentore di feccia, in bocca è acido ed astringente. Il retrogusto di sughero ingentilisce il prodotto.

Chiunque abbia la ventura di leggere queste note ne stia alla larga, in ogni forma e sostanza. Che fa male alla cultura ed alla passione del vino.

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127 commenti

  1. Beh, se rileggi il post lassù l’ho scritto tre anni fa…

  2. manuela stagni scrive:

    SPARVHERO non diciamo cavolate perchè io che la storia la so tutta e non devo cercarla in giro ti posso dire che la famiglia Piccolomini esiste…. seconda cosa quello che hai trovato non è il sito dell’azienda e terza cosa che ci sia qualche cliente insoddisfatto ci sta perchè nessuno è perfetto ma passatemi il termine rompere i [bip] per tre anni con la stessa cosa è troppo.

  3. bucanero scrive:

    @manuela stagni
    Per la verità da 3 anni è solo lei che difende…gli altri si limitano a dire che i prodotti non sono proprio il massimo :-))

  4. Onix75 scrive:

    Infatti, i prodotti non sono per niente il massimo.
    Il vino per me è qualcosa di profondamente diverso da quella specie di bevanda che viene venduta per vino.
    Poi se a qualcuno piace, degustibus, ma la vedo dura.

  5. manuela stagni scrive:

    sono l’unika a difendere questa azienda perchè come in tutti i casi per la natura umana è molto semplice criticare mentre a difendere ci si mettono in pochi e comunque mi baso sui numeri per avere ragione se i vini piccolomini nn fossero buoni nn sarebbe in piedi da oltre 30 anni e non vanterebbe milioni di clienti in tutta Italia… ma per il resto gettare fango sulle altre persone o aziende è sempre troppo facile vorrei vedere voi….. fallireste in meno di un mese….

  6. bucanero scrive:

    Mah, i numeri…cosa c’entrano i numeri, qui si parla di qualità del prodotto, che ai più risulta scadente…non credo si getti fango, si dice quello che si pensa dopo averli provati…inoltre non mi sembra che l’azienda li regali…quindi, dopo aver pagato, posso dire ciò che voglio, o sbaglio???

  7. Onix75 scrive:

    E’ evidente che Manuela vive grazie alla fantasmagorica azienda in questione, e sicuramente sarà un’ ottima venditrice, ma mi perdoni una cosa :
    Io bevo poco vino, ma quel poco lo cerco buono e lo pago il giusto. Contattato dalla sua azienda per un sondaggio telefonico, in buonafede mi sono reso disponibile nel rispondere ad un questionario riguardante le mie abitudini sul consumo di vino, e sono stato chiaro dicendo che spendo volentieri e spesso 15; 20; 30 euri per una bottiglia.
    Ricontattato dopo un mesetto, non so se da lei direttamente, mi viene proposta questo pacchetto d’ assaggio per una cifra che potrebbe essere accettabile ( circa 10 euro a bottiglia ), ed incuriosito, ho accettato ( mea culpa ).
    Obiettivamente mi aspettavo perlomeno un vino piacevole, ma ripeto ( e non me ne viene niente in tasca a dirlo ) è un vino che non si può chiamare tale !
    Non è proponibile, e se voglio dare un prezzo a queste bottiglie, questo può aggirarsi attorno ad 01 euro. Però lei vuol sentirsi dire una abnorme falsità , allora gentilmente mi offro a tale supplizio.
    Manuela, il “vino” che “vende” è ottimo, ricercato, importante … è esserne veramente convinti.
    Tanto le dovevo.

  8. Umberto scrive:

    Buonasera a tutti.
    Ho avuto un colloquio telefonico non più di 30 minuti fa con un venditore della Piccolomini, ed andando a cercare notizie sulla multinazionale del settore che la controlla (appunto la WIV Wein International, impresa tedesca di grandissime dimensioni) , sono finito su questo blog.
    Sono colpito: non credevo ci fosse un dibattito così acceso sulla qualità di un vino ed in generale di una azienda vinicola!!! Ho due o tre cose da dirvi. 1- innanzitutto complimenti a Stefano Caffarri, creatore di questo sito: sto notando che è una miniera di giudizi e di notizie in materia di enogastronomia!!!! Mi fa piacere perchè ho una cosa in comune con lui: pur vivendo a Milano da sempre , sono un “arsàn” di nascita come lui (traduzione :reggiano), orgogliosissimo di esserlo. Ai reggiani sicuramente non mancano, fra i vari pregi, quelli di essere amanti della buona cucina e di essere oltremodo schietti . Questo mi dovrebbe far dare a Caffarri una attendibilità di partenza molto alta. 2) ho appena dato l’ordine di acquisto di 6 bottiglie di Chianti Classico DOCG della Piccolomini perchè, dopo tre o quattro dinieghi al venditore, mi sono sentito in dovere di dargli soddisfazione. Lui era partito con ben altre proposte , di vini di valore economico ben maggiore, ma abbiamo trovato un compromesso. 3) io ho ricordo di due vini della Piccolomini bevuti in passato o di recente, appunto il Chianti Classico (molto tempo fa ) ed il Verdicchio dei castelli di Jesi (di recente). Il mio giudizio è modestissimo ma non del tutto da profano: non ho ovviamente la competenza di Caffarri, ma nel mio piccolo bevo vino abitualmente e tre corsi dell’AIS (Associazione Italiana Sommeliers) seguiti in passato mi hanno un po’ aiutato a saper valutare, almeno in linea di massima, un vino. La mia opinione è la seguente: questi due vini erano sicuramente di elevata qualità (profumo, corpo, pulizia del gusto), e nello stesso tempo assolutamente troppo cari come prezzo, se oltretutto confrontati con vini della stessa DOC o DOCG. Concludo: quando mi arriveranno le bottiglie di Chianti vi dirò il mio parere, pur, lo ribadisco, senza pretendere che questo mio giudizio abbia un valore maggiore di quello di un semplice estimatore del buon bere.

  9. livio scrive:

    Mi ritrovo casualmente, nel mio procedere in rete, in questo cenacolo. Curioso dibattito. E curioso mi appare il fatto che in un paese dove “autorevoli” sommeliers sono stati beffati da un “vino” bianco creato in laboratorio, si ergano “competenti”a trinciare giudizi sulla bontà o meno di un vino. Colpa mia, sia chiaro. Che mi limito, al massimo, a dire buono o cattivo ad un vino che mi piace o meno. Altre pretese non ne ho. Nel mio girovagare per l’Italia, per lavoro, in 30 anni sono stato invitato nei migliori ristoranti e bevuto i vini più decantati. Capitava spesso che quelli decantati dai miei anfitrioni a me non piacevano e mi bloccavano la digestione; (ricordo ancora con terrore una serata in quel di Arezzo)mentre un semplice rosso senza pretese scendeva, invece, che era una meraviglia. Sicché, negli anni, complice anche un vecchissimo telefilm inglese sull’argomento, mi sono preso un trastullo: dar da bere a tronfi “esperti”, miei ospiti, dei semplici rossi o bianchi che prendo qui nella campagna romana o in varie zone del Lazio, cammuffandoli con etichette prestigiose. Signori, vi risparmio le scene. Sto ancora aspettando uno che mi dica: ma che cos’è ‘sta schifezza?! E questi profondi conoscitori di Bacco sono quelli che più premono per riorganizzare cenette a casa mia.
    Prosit.
    PS.
    A proposito, lo sapevate che i sommeliers altro non erano che i conduttori di bestie da soma?
    Che evoluzione però……

  10. Bell’intervento, Livio: sono d’accordo con te, la verità è inconoscibile. Alla fine viene sempre richiesto un piccolo sforzo, dobbiamo fidarci. Per esempio, adesso io mi devo fidare di ciò che dici, che non è minimamente verificabile né dalla tua firma né da altri riscontri (che so, un link). Devo credere che tu giri ristoranti e vini “decantati”. Devo credere che hai amici totalmente incompetenti. Alla fine, come dici tu, fornire giudizi è inutile e probabilmente pure dannoso, visto il magma di improbabilità che deriva dalla percezione sensoriale. Beato te, che vivi in un mondo senza parametri.

    Potrei narrarti di storie opposte alle tue, e di migliori frequentazioni; del resto quel che dico è verificabile, attraverso il mio nome e cognome. Ma preferisco rispettare questo tuo affascinante desiderio di insipienza.

    L’etimo del sommelier è dubbio; deriverebbe da soma, certo, ovvero peso – era il peso dei vini che i camerieri sollevavano dalle cantine, per servirli sulla tavola, al piano superiore. Gli animali da soma c’entrano poco.

  11. Trovo questo thread fonte di grande interesse per lo stupefacente ventaglio di reazioni che porta alla luce. Da Manuela – se mi mandasse un curriculum mi sa che la assumerei – che come Leonida alle Termopili difende la posizione con il nudo petto (vabè, non so se è proprio nudo…) a Onyx che sbrocca perchè ha preso la sola. Poi ci sono gli interventi tecnico-cicnico-interessati come quelli del disincatato Penotti, a quelli scopertamente buzz. Poi ci sono gli interventi più sottili, ed a volte subdoli: dalla captatio benevolentiae per ricerca della legittimazione di un giudizio al sarcasmo al vetriolo vagamente eterodiretto.
    Bello.

    Dico solo che io di bestia da soma non ne ho, ma ugualemnte sono un ragazzo di campagna. Vilain, dicono i cugini.
    E, purtroppo, non sono sommelier, ma lo sono diventati molti amici che ho contagiato per l’amore per i piaceri del gusto.
    Venerazione, per dirla con l’immortale Anton Ego.

  12. livio scrive:

    E mi sta bene, mi sta. Venire strigliato e deriso è colpa della mia insipienza che mi ha spinto a… peccare. Immischiarmi in una disputa fra snob che pur di rimbeccarti ti mettono in bocca cose che non solo uno non ha scritto ma nemmeno pensato. Tanto per precisare. Io non ho detto che tutti i miei anfitrioni erano dei fanfaroni; ho detto: spesso accadeva; io non ho detto che non esistano esperti: esistono eccome, ma sono pochi, pochissimi, in tutti i campi; la maggior parte sono fuffa. E io ho avuto modo, per mia fortuna, di riscontrarlo fin da ragazzetto, grazie a mio padre titolare, per 20 anni, di una sartoria a P.zza di Spagna nei, cosiddetti, bei tempi andati. Nomi di clienti non ne faccio perché, come mi si contesta, non sarebbero verificabili. Per cui, caro Sartore, dovrà fidarsi. Sa cosa ho imparato in quegli anni? Che di tutti i nomi altisonanti ed espertissimi che venivano a vestirsi in sartoria, mio padre, ne citava 4, al massimo 5, che sapevano valutare una vigogna o un pettinato lana.
    Ad uno di questi espertissimi che una mattina si presentò in sartoria con una giacca di cashimire appena acquistata in via Bocca di Leone, tessendone le lodi, mio padre, uomo pacioso se mai ce ne furono, palpeggiata un attimo la giacca, chiesto il permesso di averla, si avvicinò alla finestra e la buttò di sotto. Eravamo al 5° piano di p.zza di Spagna.
    Quanto al trastullo di casa mia. L’ho fatto, e seguiterò a farlo, con alcuni di questi pseudo conoscitori che mi straziano l’anima con i loro “profumo intenso, bouquè, carattere, colore” e via cianciando.
    E, per chiudere. L’etimo di sommelier non è una mia vaghezza, basta cercare, caro Sartore: Laousse va bene?
    E ora, mentre ritorno alle mie cose, vi lascio ai vostri brindisi.
    Ad maiora!
    (senza M dell’accusativo per cortesia; solo in questo caso: vuol dire salute!

  13. E io non ho detto tutti gli anfitrioni; tanto per esser precisi, visto che il Livio ama la precisione. Pure l’etimo di sommelier l’ho definito dubbio, a dire che non ho la certezza della mia interpretazione, ma che la mia interpretazione è una delle possibili. Prendo atto che Livio persiste a diffidare di ogni esperto, tranne papà sui filati, e Lausse (chiunque sia). Addio Livio, sentiremo la mancanza, mentre cianciamo.
    Eppoi uno dice “snob”.

  14. livio scrive:

    Prima: ” Devo credere che tu hai amici totalmente incompetenti”.

    Dopo:”E io non ho detto tutti gli anfitrioni”.

    Però…….

    Lausse è un chiaro errore di battitura: Larousse

    E, a proposito di filati, lei fa finta di non capire: io indico la luna lei guarda il dito.

    Ma se po’?!

    Buon viaggio enonauti.

  15. Stefano scrive:

    Ho letto le varie discussioni in merito alla Conte Ottavio Piccolomini. Pertanto essendo personalmente titolare di una casa vinicola affermo che la sopra citata ditta è una società che commercializza vini di ottima qualità e non è una azienda agricola. Il nome omonimo di una az agricola in Toscana non c’entra nulla con la ditta Conte Ottavio Piccolomini.
    Se qualcuno volesse rispondermi per avere delle info ed altro mi può scrivere alla mia email.

  16. Stefano scrive:

    il mio indirizzo personale email è
    direzione@regworld.it

    Stefano

  17. Ilaria scrive:

    non ho parole…

  18. Adesso però dovremmo tutti concentrarci sulle cose serie: far raggiungere i cento commenti a questo post.

  19. Jacopo Cossater scrive:

    Stefano! Son finito qui per caso e mi ricordo delle prime schermaglie, era ancora il 2008. Si è scatenata una piccola guerra nel frattempo? Divertente.

  20. Ilaria scrive:

    Io ritengo che i vini della Conte Ottavio Piccolomini siano di buona qualità. Arrivare a 100 commenti, denigratori per lo piu, mi sembra veramente assurdo!!!

  21. Fiorenzo scrive:

    ma no, si puo’ arrivare a cento pure parlandone bene, ilaria! anzi, a proposito, raccontaci che hai assaggiato, dài! non servono note da assaggiatore, tranqui, dillo con parole tue. narraci.

  22. #70. Ilaria, qui come vedi ognuno dice la sua. Qui nessuno denigra nessuno per il gusto di farlo: magari un utente scontento ha facoltà di dirlo. Foss’io manderei i campioni da assaggiare: ma si sa, la strada più semplice è la più complicata.

    #64. Livio, io vado in bici. Ci vado più che posso, con una bici d’alluminio da 500 euri. Ma non mi sogno neppure di entrare nella discussione tra appassionati che ne spendono 4mila per tagliare il peso di 100grammi dicendo loro “siete degli snob, cento grammi sono il peso di un taglio di capelli” perchè loro stanno, credo, altrove.. Per il resto, amico mio, chi vuol essere lieto sia

  23. Donatella scrive:

    Salve Stefano, noi venditori Piccolomini inviamo degli assaggi se poi le persone apprezzano diventano clienti se no basta nessuno li obbliga a ricomprare. Ma dire che vendiamo veleno….. la Piccolomini avrebbe già chiuso, non crede

  24. Per la verità no, non credo, nemmeno se vendesse veleno: cosa che peraltro non credo e non ho scritto. Qualcuno qua sopra magari si, ma si farà carico delle sue affermazioni.
    Ho invece detto che questo vino in particolare era pessimo, e che gli altri assaggi che ho fatto non valgono il prezzo.
    Cosa che tra l’altro – se vuole un paragone irriverente – direi anche del Sassicaia: che è un grandissimo vino proiettato alle stelle nei prezzi dalle leggi di mercato.

    Però vede che Lei qui ha la possibilità di esprimere la Sua opinione.
    Infine, quando dicevo “manderei degli assaggi” non significa convincere qualcuno a comprare una campionatura a pagamento, ma – ad esempio – inviare a Fiorenzo qua sopra un po’ di bottiglie perchè tocchi con mano. O a qualche altro wine blogger. Magari con la garanzia che si tratti di prodotto di serie e non “da assaggio”…
    Per quanto mi riguarda io parlo solo dopo aver provato.
    Il giorno che assaggerò di nuovo una bottiglia di questa azienda riporterò le sensazioni con la medesima trasparenza, buone, cattive o media che siano.
    E pensi che boato, se ne trovassi uno buonissimo!

  25. Ilaria scrive:

    Io li ho assaggiati quasi tutti in quanto ci lavoro da anni e posso tranquillamente ribadire che sono dei buoni vini anche perche, in caso contrario, non potrei venderli. Anzi! Magari sbagliando, ma se un vino non mi soddisfa al 100% non lo propongo neanche ai miei clienti.

  26. Ilaria scrive:

    Li ho assaggiati praticam ente tutti in quanto ci lavoro da anni e posso tranquillamente ribadire che sono di buona qualità anche perchè in caso contrario non riuscirei a vendere un prodotto non buono! Poi per carità de gustibus…..

  27. claudio scrive:

    bella sta cosa , stefano. divertente.
    per caso casco qui’ ( ma nulla e’ mai per caso, giusto?) e trovo un bel discorso sui vini, bene.
    sembra pero’un discorso tra sordi, cioe’ tra chi vuol parlare di vini tout court ( stefano ed altri) e chi invece ( offeso , salvo solo l’onesta difesa di donatella) mira con passione sindacale a difendere il proprio orticello.legittimo, ci mancherebbe ( anche se mourinho definisce la cosa in altro modo…) pero’ e’ legittima pure la critica, o no? facciamo un po’ di chiarezza??
    intanto e’ sbagliato il termine “assaggi” perche’ si porta a credere l’interlocutore che siano o che possano essere gratis e dall’altra parte e’ un po’ da creduloni pensare che 1) un’azienda commerciale possa inviare 12 bottiglie gratis 2) che nella confezione ci sia del vino di grande qualita’ a mille lire al bottiglione.o no ??
    se sono fatti con l’uva e come vanno fatti i vini devono avere un certo ( non troppo) costo.
    sono pronto a sottoscrivere quello che dice stefano e cioe’ che nei vini piccolomini non c’e’ rapporto tra la qualita’ ed il prezzo, e’ proprio cosi’, e ve lo dimostro.
    siete o non siete d’accordo con me che dove c’e’ la quantita’ difficilmente c’e’ la
    qualita’ ?? ebbene, con un parco clienti che sfiora il milione che tipo di fornitori potra’ mai avere la piccolomini ???
    e, permettetemi, ilaria , manuela ed altri venditori e/o capetti piccolomini, ma per parlare di vino BISOGNA ANCHE CAPIRSENE, O NO ??

  28. Ilaria scrive:

    CON UN PARCO CLIENTI CHE SFIORA IL MILIONE…
    ALLORA IN ITALIA CI SONO QUASI UN MILIONE DI NDITORECRETINI CHE COMPRANO SOPRATTUTTO CONTINUANO A RICOMPRARE VINO PICCOLOMINI??? CARO CLAUDIO SONO SOLO UN VENDITORE E NON DIFENDO L’AZIENDA SOLO PERCHE’ CI LAVORO ANCHE PERCHE’ NON MI REGALA NIENTE!

  29. Notiziona: l’Architetto ha in casa una fiasca di Bonarda dei Colli Piacentini!!!
    Sto organizzando un banco di degustazione…

  30. Ma nessuno sa dire quali sono le sigle dell’imbottigliatore dei vari vini commercializzati?
    Francesco Bonfio

  31. ecco una domanda interessante. alla prima bottiglia che mi capita tra le mani, presidente…

  32. claudio scrive:

    no francesco, non c’e’ modo di risalire al produttore attraverso il registro di imbottigliamento, la camera di commercio ti passa la guardia di finanza e , se hai una cosa da segnalare devi fare una denuncia assumendoti i rischi derivanti in caso di calunnia,
    come ben saprai , giusto ?
    per la
    carissima ilaria, io ti dico solo che in italia c’e’ ancora una scarsa cultura sul vino, fino a 20 anni fa era ancora considerato un alimento, ed ancora oggi la maggior parte dei vini non e’ sottoposta ad un disciplinare e i disciplinari spesso vengono usati come carta per il gabinetto .
    tu pensa che il 90% delle persone di vini non ne capisce nulla e/o crede di capirne, il 9% sono dei buoni “pedalatori” ma niente piu’ e solo l’1% se ne intende per davvero.
    il fatto che la gente comperi vino al telefono non riguarda il vino ma bensi’ le abitudini della gente, sono tipologie di clienti che si definiscono in visivi, uditivi, cinestetici. ad esempio le auto si vendono perche’ si ” VEDONO” infatti definendo una vettura diciamo “una bella macchina” mentre coloro che acquistano vino o altro al telefono sono quelli il cui canale di comunicazione con il mondo e’ l’orecchio.. sono quelle persone che per certificare una cosa che ritengono vera ti dicono: ” certo che e’ cosi’, l’ho sentito io con le mie orecchie”.
    infatti i tuoi clienti comprano anche da altri e non solo da te, giusto?
    e sul fatto che la piccolomini non ti regali nulla non ho il minimo dubbio..ma forse sei tu che godi nel vederti realizzata attraverso le difficolta’. o no ?

  33. #82
    Ma pensavo ad una cosa più informale senza disturbare la CCIAA. Perchè i RI o le sigle dell’imbottigliatore sono abbastanza conosciute, considerando che si tratterà necessariamente di imbottigliatori di una certa dimensione. E comunque non c’è niente di male a sapere chi ha imbottgiliato quel vino. L’bbligo in etichetta esiste proprio per legge.
    Buona domenica a tutti.
    Francesco Bonfio

  34. claudio scrive:

    caro francesco, non volevo certo intimorirti con le mie parole , semplicemente ti volevo riportare quanto mi sono sentito rispondere dalla cciaa di firenze quando qualche anno fa sono andato con il tuo stesso spirito bonario a chiedere informazioni( tra l’altro su un chianti della peggior specie mai bevuta in vita mia che veniva commercializzato con l’etichetta della selezione castello gancia, sinonimo di grandi schifezze). il senso della mia risposta era soltanto la comprensione e la solidarieta’ nei tuoi confronti.
    eppoi sono gli stessi produttori o cantine sociali che glieli imbottigliano…

  35. Albe scrive:

    Finalmente escono allo scoperto dicendo che lavorano per loro, l’avessero fatto prima le signore Ilaria e Donatella avrebbero avuto sicuramente maggiore credibilità, ora per quanto mi riguarda ne hanno 0 = zero.

    Quanti clienti si vanta di avere la tavernello? Quante persone vedo al supermercato comprare i “boccioni” da cinque litri?

    Mi piacerebbe poi vederli questi dati di vendita, questo milione di clienti, quanti di questi sono clienti abituali, quanti di questi sono quelli che hanno ricevuto un assaggio per cui vengono calcolati come tali, quanti di questi sono restati fregati dalle truffe telefoniche per cui “non hanno inviato disdetta entro un mese” e si ritrovano ogni 30 giorni 2/3/4 bottiglie da pagare senza nemmeno sapere perchè, o forse per il semplice fatto di essere stati cortesi con una povera ragazza che telefonicamente alle 21.00 li ha contattati per proporre un assaggio dei loro “meravigliosi vini”.

    Bha.

    p.s. ho trovato questo dato, nel 2000, 8.600.000 di famiglie italiane ha acquistato vini “Tavernello” e “Castellino”.
    Fate vobis.

    http://www.vinealia.org/news.asp?ID=1058

  36. Donatella scrive:

    Tengo a precisare Sig. Albe che sono arrivata in questo discussione per caso e ho scritto, quindi non sono uscita da nessun scoperto, non me la prendo se Lei non mi crede, come dice Stefano siamo qui per dire la nostra.
    Io faccio questo lavoro da tanti anni e le posso assicurare che i miei clienti comprano perchè apprezzano il vino Piccolomini. Poi delle persone che comprano i vini da Lei citati, sono persone che rispetto per la loro decisione di bere quello, ma non confondiamo, la Prego.

  37. Albe scrive:

    No, forse siete voi che fate confusione tra bere bene e sapere vendere un prodotto.

    Dalla rete commerciale e di “gestione dell’immagine” che avete messo in piedi devo ammettere che siete parecchio bravi nella seconda di queste due cose.

    Io non credo nel caso.

  38. Donatella scrive:

    Noi non vendiamo sassicaia grande vino con tutto rispetto.
    Le posso assicurare che i nostri vini sono molto buoni, io li bevo tanquillamente, e sono ancora qui a parlarne . Lei li ha mai provati ? oppure beve tavernello ecc…
    Lo so siamo dei bravi commerciali ma abbiamo anche dei buoni prodotti e l’immagine? si siamo tutte belle.

  39. bucanero scrive:

    Dai, arriviamo a cento commenti…

  40. Albe scrive:

    “Noi non vendiamo sassicaia grande vino con tutto rispetto.”

    è scritto da un traduttore automatico?

    Io si, bevo tavernello, e uso i vini Piccolomini per sgrassare il pavimento, togliere le macchie di sporco dall’auto, e togliere la polvere dai vetri.

    Attendo ansiosamente link con foto delle commerciali, e ringrazio anticipatamente.

  41. bucanero scrive:

    Sì, sì, voglio anch’io le foto delle commerciali…

  42. giovanni scrive:

    Ebbene sì , anch’io sono stato un cliente Piccolomini ( allettato più che altro dalle proposte di vini dell’emisfero australe )…ma sto cercando di smettere .
    Dapprima venivo contattato da un signore non invadente e non insistente che però tre anni orsono è stato sostituito da un “rompiglione” senza remissione (del tipo che , dopo avergli ordinato 24 bottiglie per Natale e avergli “intimato” di non farsi sentire prima di Pasqua , ti richiama al 20 gennaio…)
    Mi sembra di poter dire , senza emettere trancianti giudizi qualitativi , che il rapporto qualità/prezzo dei vini proposti sia abbastanza basso e quindi non tollero più che , con prezzi non certo tali da permetter loro di invocare economie di confezionamento come necessarie, si debbano sempre prendere 6 bottiglie per varietà anzichè 2 o 1 ( a parità di bottiglie totali aquistate.
    Saluti

  43. Donatella scrive:

    Sig.ri Albe e Bucaneri , che SIMPATICI, tengo a precisare, che vendiamo vino.
    Sig. Albe non sono un traduttore automatico forse ne capisco più di Lei?…
    Rispetto il suo modo di bere, ma non sà cosa si perde utilizzare vini buoni per il pavimento, sono sicura che sbaglia azienda, perchè i vini Piccolomini non li ha mai comprati e assaggiati , quindi non fà testo.
    Buonaserata

  44. Ilaria scrive:

    Mi sento di rispondere. E non per aggiungere il 95° commento…
    Sono sinceramente stupita da tutto l’accanimento nell’insultare i prodotti Piccolomini ma per carità ognuno è libero di dire la sua. Non voglio ripetere quello gia detto dalla collega Donatella con la quale sono completamente daccordo ma vorrei lanciare una proposta: non so in che zona vi troviate ma la Piccolomini si mostra e da modo di assaggiare senza obbligo di acquisto durante fiere o manifestazioni. Venite e assaggiate!!!

  45. Stefano scrive:

    Vedo che tante discussioni emergono. Il affermo che i vini possono essere buoni o non esseri di gradimento però stà di fatto che la qualità non è di certo scarsa. Per quanto riguarda la rete commerciale dico che c’è di meglio.

  46. Stefano scrive:

    L’affermazione della triffa telefonica è di basso livello e non è certo così che avviene. Pensate bene a quello che dite. Rispettate sempre le persone che lavorano. Chi truffa sono i ladri e non le persone che hanno scelto di lavorare onestamente e di cercare di affermarsi in un settore a cui credono.

  47. Stefano scrive:

    Io ho una ditta di vini diretta concorrente dell “Piccolomini” e come loro ho fatto una scelta di avere dei vini di alta qualuità. Molti dei miei clienti sono anche clienti Piccolomini. Ho anche io una rete commerciale telefonica di ottimo livello dove le persone si sentono realizzate e gratificate sia professionalmente che telefonicamente. Però dico che ci sono anche delle persone che contattate telefonicamente si trasformano e si rendono poco rispettevoli di chi lavora con professionalità e determinzione. E’ giusto secondo voi questo?

  48. Stefano scrive:

    Inoltre io se un mio cliente non è soddisfatto dei miei vini glieli sostituisco o ritiro anche dopo 30 giorni per legge perchè curo molto la mia immagine quindi per me la legge dei 30 giorni non è applicata.

  49. Albe scrive:

    Scrivo io il commento 100! (Grande Iva)

    Stefano suvvia, non mi dica che anche lei non è dipendente Piccolomini!

    Non ho dubbio Sig.ra Donatella che lei ne sappia di più di me di vino, lo capisco semplicemente dall’azienda per cui lavora. E’ bello vedere come lei e la Sig.ra Ilaria scriviate in ogni messaggio il nome PICCOLOMINI.

    Faccio un riassunto:

    E’ giusto rompere le palle alla gente incastrandola la sera per vendere vino di infima qualità? NO

    E’ giusto approfittarsi di gente che non sa dire di no, di anziani, di persone deboli per vendere il proprio vino? NO

    E’ giusto non accettare le leggi del mercato lasciano le proprie bottiglie su uno scaffale permettendo il libero arbitrio alle persone, invece di infilarglielo dritto nella cassetta della posta? NO

    E non mi venite a dire che non è tramite l’insistenza dei vostri operatori che vendete vino perchè sareste anche ipocriti.

    [...]