Eccoci dunque di fronte a questa commentata e commendevole piccolissima produzione di rosso dei Colli di Luni con base prevalente di Sangiovese coltivato a guyot e rese bassissime, emendato dalla sua rutilante normalità da aggiunte di autoctoni dimenticati allo scriba (mammolo, merla). Vinificazione rispettosa, botti grandi, ed un prodotto finale con un rapporto qualità prezzo straordinario.
Ecco allora il rubino impenetrabile nel cuore e un riflesso bruno di noce scuro. Finissimo e tenace sul cristallo tra sentori netti di frutta rossa, noci e qualcosa di muschioso. In bocca letteralmente esplode personalissimo, potente d’alcol ed elegante nei tannini (ben 14°). Riempie…
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Ottenuto da vigneti a bassa resa dell’arcipelago toscano, con una lunga e delicata passitura, presenta un bel colore ramato che risplende di riflessi solari, come a compendiare la luce dell’Elba. Grasso sul cristallo, ha naso evoluto, sentori corpulenti di vaniglia e zucchero di canna. La bocca è dolce ma non stucchevole, forte d’alcool e di corpo. Attacca morbido, appaga nel seguito, continuo in uscita. Eccellente….
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Ingredienti: una signora della pescheria compiacente, padella alluminio alto spessore Agnelli, aromi naturali. Ecco, prima di tutto ci vuole la signora della pescheria di quelle di paese, che si prenda la briga di bagnare il filettone di baccalà il suo bel tempo. 3 giorni nell'acqua a filo, nè più, nè meno. E che sia quello islandese, che tanto costa una fortuna lo stesso. Mondalo dalle parti sottili che potranno andarti bene per una mousse, o per un mantecato, e fanne grossi cubi, con la sua belle pelle di sotto.
Prendi una padellona di Agnelli, di quelle d'alluminio ad alto spessore antiaderenti, e copri il fondo con un bello strato di porro tagliato…
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![A scanner darkly, Richard Linklater [7.1]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/ascannerdarkly_locandina-385x550.jpg)
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Prendi un Dick d’annata, condiscilo con una tecnica cartoonistico-pittorica lisergica e destabilizzante, mettici sotto una manciata di pezzi tra i più sbalestrati dei Radiohead, chiudi con “Black Swan” che è tra le perle di “Eraser” di Thom Yorke. Disco Compatto preferito di questo prodromo d’inverno che chiamare superfluo è aerea metafora.
Prendi poi i simulacri digital-manuali di Keanu Reeves, che è l’uomo in cui mi vorrei incarnare la prossima volta se non avessi già deciso di re-incarnarmi in Chris Whitley, e di Winona Rider, che è la donna affianco della quale mi vorrei svegliare la prossima volta se non avessi già deciso |
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Tornerai volentieri a questo produttore che potrà godere dei tuoi continui favori, con prodotti sempre rigorosi. Perciò con po’ di delusione di beve questo Merlot, complice forse una bottiglia non particolarmente fortunata.Il vino è rubino intenso, spendente sull’unghia, e fa archettoni eleganti e persistenti sul vetro. Al naso ti colpisce prima con erbe e poi con spezie, infine traspare d’alcol pulito e deciso. La bocca è secca ed un poco nervosa, incentrata su toni medi. L’attacco è deciso, il corpo robusto, il finale sincero ma a tratti disarmonico. Lungo….
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