Agustarello a Testaccio dal 1957, Roma [7.4]
Testaccio, perbacco! Solo il nome, mette soggezione, e fa scattare associazioni di idee degne di un’indagine psicologica: coda alla vaccinara, e interiora assortite. E allora si, Agustarello ti parlerà proprio di questo: la cucina testaccina, veridica, senza scarti e senza prolisse dichiarazioni di intenti, ma con una semplice evenienza: le nostre porzioni sono abbondanti, se per voi è troppo, chiedeteci la mezza. E la mezza nel conto vale mezzo. Colpo di genio e colpo d’onestà infrequente che ti consentirà di spaziare a cuor leggero nella carta di questo locale torrido fatto per golosi veri.
Tovaglie a quadri e pane casereccio come da programma e menù sul mercato, come declama la carta in chiaro: se una pietanza non c’è è esclusivamente colpa sua. Sorridi ed avanzi tra antipasti sapidi e bendisponenti: fave e pecorino, nervetti e zampi, fagioli e cotiche (mica pizzefichi, dicono qui). Ma attenzione alla parata dei primoni, e la mezza è porzione anche per i più abbienti: cavatelli al sugo di coda, gnocchi e rigatoni con una verissima pajata, tonnarelli cacio e pepe regolari, ottime amatriciane, la grigia, ragù e volendo, carbonare (pasta al dente verde!).
Nei secondi oltre alle carni, l’origine testaccina deborda e prende il largo nelle proposte del quinto quarto: abbacchio, animelle come vuoi, coda alla vaccinara filologica (con uvetta) e tutt’altro che ovvia, una nitida coratella, fagioli e cotiche, pajata arrosto e alla romana, trippa e stufatini al sedano.
Dolci invitanti fatti in casa, di crostate con visciole, torta al cacao e ricotta, alla birra con zucchero di canna e mandorle. Scelti e curati i vini, locali ma non solo. Ed avrai anche distillati non banali.
Non avrete interventi intellettuali, non avrete destrutturazioni e decomposizioni. Non si cercherà surrettiziamente di nutrire lo spirito ove il corpo non abbia a saziarsi: i piatti sono appaganti, e nati e fatti e finiti per appagarvi, e se non siete dei Gargantua, saziarvi. L’intuizione delle mezze porzioni vi lascerà sereni, leggeri e felici, a fronte di un conto da liretta: con un bicchiere di vino alla mescita – allo scriba proposero un imperioso Vitiano 2003, Falesco, non certo un vinello dalla botte – ve ne andrete satolli al meritatissimo compenso di una banconota azzurra.
00153 Roma Roma
t. 06 574 6585
![La Piazzetta, Montevecchia LC [7.3]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/Immagine-001-BN-150x150.jpg)
![Enoteca di Monteforte, Monteforte d'Alpone VR [6.4]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/20110512-006-178x98.jpg)
![Enrico Bartolini del Devero Hotel, Cavenago Brianza MB [9.1]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_3841-copia-178x98.jpg)



salve a tutti. potrei avere il vostro indirizzo del ristorante visto che saro’ a roma dal 8 al 15 novembre
Salve Enzo. Sfortunatamente il ristorante non è nostro, ma ne abbiamo solo goduto. CIonondimeno ecco l’indirizzo:
Agustarello
Via Giovanni Branca, 100
00153 – Roma (RM) Italia
Tel. 06.5746585
Cucina buona , ma per quanto riguarda listino prezzi inadeguati.
Per citare quello che abbiamo mangiato vi racconto un piccolo aneddoto.
Abbiamo ordinato 3 Mezzemaniche alla Gricia, che secondo listino prezzi venivano la bellezza di 10 Euro.Alla richiesta del conto ci siamo visti chiedere 15 Euro a portata.
La spiegazione e’ stata la seguente: avevamo chiesto una porzione abbondante.
Mi sembra esagerato chiedere il 50 % i n piu’ del listino prezzi, per aver messo 3 maniche in piu’,calcolando quanto e’ il costo oggigiorno della pasta.
Da sconsigliare per lo meno per i prezzi.