Locanda della Tamerice, Ameglia SP [8.9]

 

Poche volte hai l’occasione di sederti in un posto così “agreable”: cioè che ci stai proprio bene, dal momento in cui varchi la soglia e al momento in cui te ne vai. Il patio per l’estate è circodato da un pratino curatissimo, mobili, tavoli e sedie sono d’incanto. Il personale di sala è preparatissimo, evidente la formazione d’alta scuola: braccia alte, sguardo serpeggiate, testa bene eretta. La carta è imbarazzante per golosità: anche menu degustazione, per stomaci capaci.
Arriva come amuse bouche uno strepitoso fritto di gamberetti: la carta gialla porta appena la traccia.
L’aragosta cruda con il wasabi è piatto perfetto: anche il tocco di caviale (iraniano azetra, ovviamente) è azzeccatissimo.
Il piatto di foie gras è una variazione di alta classe: tutto azzeccato, tutto ben eseguito, ma soprattutto buono
con scaloppa, treccione con mostarde, petto d’anatra farcito.
Anche il primo, di solito punto errabondo nelle cucine di pesce, è splendido: piccolo, sapido, equilibrato, perfetto anche nelle cotture, con un tocco di piccante in sottotraccia che si lascerà ricordare ecco le tagliatelle nere di seppia con moscardini e verdure e fiori di zucca . Esaltazione della materia per il sampietro con finocchi al curry, mentre l’anatra con pere e mele passa via senza lasciare traccia. Buono anche se un po’ farfallone il dolce, gianduiotto fritto in pasta fillo con salsa caramello , servito con un ottimo passito.
Gran scelta di distillati, tra i quali sfavilla un Francoise Peyrot da antologia.
Caffè del Laboratorio di Torrefazione da urlo; una produzione indiana di cremosità “oltre il ricordo”.
Conto importante.

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